La definizione di tossicità appartiene generalmente all’ambito della medicina: tuttavia sempre più spesso assume anche una connotazione psicologica, specie quando si parla di crisi di coppia,  quando vivere relazioni disfunzionali comporta dolore, insofferenza, malessere e la totale sfiducia in sé stessi. Una relazione tossica porta infatti a ritenere di essere incompresi e poco supportati, così come la percezione di essere costantemente umiliati, annullati e vittime di attacchi psicologici tanto ingiustificati quando dolorosi. Come riconoscere le relazioni tossiche? Come allontanarsi da un amore malato? Ecco come riconoscere e prendere atto della situazione, uscendone sani e sicuramente più forti. 

Relazioni tossiche psicologia: la definizione 

Ogni relazione può evolversi, crescere e mutare, talvolta logorarsi: una relazione tossica diventa tale quando rappresenta nella propria vita un elemento non più sano da cui ci si sente intossicati e dal quale si percepisce la necessità di disintossicarsi. Volendo attribuire una definizione di relazione tossica è possibile definire tale “qualsiasi relazione tra persone che non si sostengono e supportano vicendevolmente, in un contesto conflittuale dove l’uno cerca di minare l’altro, dove c’è competizione, mancanza di rispetto e di coesione“. 

Gran parte dei rapporti e delle relazioni si ritrovano a superare momenti di crisi, accompagnate da alti e bassi: questo è del tutto normale quando l’amore è sano e consente un confronto costruttivo e risolutivo. Al contrario una relazione tossica appare costantemente spiacevole e prosciugante per i soggetti coinvolti, al punto tale che i momenti negativi diventano più frequenti di quelli positivi. Le relazioni tossiche possono rivelarsi pertanto dannose sia sotto l’aspetto mentale, che emotivo, così come fisico, per uno o per entrambi i partner. 

Relazione con un narcisista 

La relazione con un narcisista rappresenta un esempio tipico di relazione tossica: il partner narcisista tende a nutrire il proprio ego mediante l’ammirazione e l’attenzione da parte degli altri, esibendo al contempo la necessità di mettere in difficoltà l’altro partner nel tentativo di farlo sentire inferiore, nel contesto di una ricerca di superiorità personale. 

Quando si ha a che fare con un partner che soffre di disturbo narcisistico di personalità, non è sempre chiaro se se lo stesso sia realmente consapevole del proprio atteggiamento. Tuttavia se tale comportamento tende a nuocere in maniera costante provocando dolore e alimentando una scarsa sicurezza di sé, è opportuno valutare di prenderne quanto prima le distanze o in alternativa, imparare a comunicare con lui con maggiore assertività e decisione. 

Relazione con un borderline 

La relazione con un borderline tende ad essere “tossica” per definizione, questo in virtù della “sintomatologia” propria del BPD o Disturbo Borderline di personalità che il partner tende a manifestare in maniera ricorrente. La relazione con un soggetto borderline per quanto possa apparire intensa ed emozionante, spesso si rivela distruttiva e pericolosa, svuotando letteralmente laltro partner impotente di fronte ad attacchi continui e verbalmente violenti. I soggetti borderline sono avvezzi a minacciare in maniera costante la relazione al fine di distruggerla, ma anche a “metterla paradossalmente alla prova“. Quando ciò avviene, la rabbia distruttiva propria di tale personalità, tende a riflettersi inevitabilmente sul partner che, nel momento stesso in cui si libera da tale “vincolo emotivo“, non fa altro che alimentare e confermare le sue ansie, paure e timori. 

Il partner dalla personalità borderline tende ad essere autodistruttivo e, proprio al termine di una relazione, possono emergere tratti particolarmente ossessivi e persecutori: egli tende a non arrendersi e prosegue nell’accusare il proprio partner, alternando l’odio e il disprezzo al desiderio di riconciliazione. Può altresì in taluni casi minacciare la propria incolumità nel tentativo di suscitare pietismo e compassione, facendo leva sui sensi di colpa. Viene dunque da sè che quando si deve far fronte ad una relazione tanto distruttiva quanto dolorosa, è sempre preferibile rivolgersi ad un terapeuta al fine di uscirne in maniera efficace per entrambi. 

Relazioni tossiche come riconoscerle 

I sintomi tipici delle relazioni tossiche comprendono qualsivoglia forma di violenza, abuso o molestia, di carattere fisico o verbale, tuttavia possono essere al contempo più sottili i segnali che possono aiutare a capire se l’amore che si sta vivendo è realmente tossico o solo “turbolento“. Tra i più comuni compare l’infelicità persistente che può portare il partner alla depressione. Quando una relazione finisce per non portare gioia, determinando al contrario ansia, tristezza o rassegnazione, fino a provare invidia verso le coppie felici, quasi certamente si sta vivendo un rapporto di coppia tossico. 

Assenza di supporto da parte del partner: i rapporti di coppia sani, sono improntati sul desiderio reciproco di vedere il proprio partner avere successo in qualsivoglia sfera della propria vita. In una relazione tossica, ogni risultato al contrario dà vita alla sola competizione.


Comunicazione tossica: in una relazione tossica, la gentilezza tende ad essere sostituita dal sarcasmo, dalle critiche e dall’ostilità fino, in casi gravi, a rendere la comunicazione una vera e propria manipolazione psicologica. 

Controllo sul partner: provare gelosia nei confronti del partner può essere normale ma se tale atteggiamento sfocia nell’ossessione e nella mania del controllo, questo può dare adito ad una relazione tossica. Il controllo può essere facilmente esercitato anche mediante la manipolazione affettiva, mediante un vero e proprio ricatto emotivo che verte sul “se mi ami, devi fare…”.

 Risentimento e disonestà: se il risentimento implica l’aggrapparsi a vecchi rancori e ostilità che possono compromettere l’equilibrio della relazione, una relazione tossica può portare inevitabilmente a inventare piccole bugie al fine di limitare il più possibile il tempo trascorso col proprio partner. 

Condizione di costante stress: percepire tensione e stress in maniera costante, sentendosi letteralmente al limite è un chiaro segnale che qualcosa nella relazione non sta funzionando. Questo può mettere a repentaglio la salute emotiva e fisica del partner coinvolto e, in casi gravi, arrivare a provocare il classico disturbo da stress post-traumatico.
Ignorare i bisogni personali per soddisfare quelli del partner: assecondare qualsiasi cosa desideri fare il partner anche quando all’altro non è gradito è un chiaro segnale di tossicità della relazione. 

Rinunciare alle relazioni interpersonali: smettere di trascorrere del tempo con i propri amici e famigliari per assecondare il desiderio del partner è sintomo di un amore tossico, che rende necessaria una maggiore consapevolezza nel considerare erroneamente il proprio tempo, focalizzato unicamente sul partner. 

Relazioni tossiche come uscirne 

Possiamo anche parlare di “amore tossico” ma c’è un film (o una canzone) con lo stesso titolo, quindi occhio! 

Difficilmente le relazioni tossiche diventano sane specie quando le problematiche in essere derivano da disturbi di personalità legati ad uno dei partner coinvolti: tuttavia in molti casi, tali rapporti di coppia, per quanto difficili, possono essere gestiti mediante consapevolezza, specifici limiti, e cura di sé. Occorre pertanto comprendere se è davvero possibile risolvere i problemi di coppia che costituiscono l’amore tossico. 

Se tuttavia i fattori scatenanti della relazione tossica finiscono per influenzare in maniera tutt’altro che marginale i comportamenti di uno o entrambi i partner è utile rivolgersi ad uno psicologo. Raggiungere il fulcro del problema è importante ma a volte occorre prendere atto che è preferibile iniziare qualcosa di nuovo, piuttosto che rischiare di incatenarsi a false e inutili speranze alimentate dal puro e semplice sentimento. Uno specialista può rappresentare un aiuto nella ricerca di una valida via d’uscita.